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Raccontiamo i nostri sogni proibiti

In Germania dalla nonna

Scritto il 12 June 2018 alle 07:23

         

                             In Germania, dalla nonna

                                     Capitolo 1

Finalmente la scuola era finita, gli esami, altrettanto, a casa, tutti contenti, mamma organizzo, una piccola festa, mia madre e una donna stupenda, bellissima, e una tedesca in tutto, era hostess, sugli aereo, e papa pilota, lei smise di volare, il giorno del matrimonio, appena sposati, mamma non ci penso due volte, decise di vivere, in Italia, nella villa in Toscana, dei nonni paterni, anche i nonni, tedeschi, vivevano in campagna, il nonno, era un uomo prepotente, e ubriacone, erano due anni che avevano divorziato, nonna viveva da sola, insegnava, nella piccola scuola del paese, mi aveva chiesto se mi andava di passare, le vacanze, da lei, accettai volentieri, ero innamorato di lei, come un ragazzo si crea un idolo, la donna dei suoi sogni erotici, quando venivano da noi, la spiavo, e se mi era possibile, cercavo di toccarla, e giù seghe, mi masturbavo da matto, pensando a lei, mi recavo da lei con un solo desiderio, cercare, di scoparmela, non lo so come, potevo fare, il pensiero dominante, era portarmela a letto, ora non ero più il ragazzino imbranato, dicono che sono un belo ragazzo, e penso, che sia vero, visto le conquiste, con le ragazze della scuola, credo che sia dovuto, al mischio, tra mamma, tedesca, e mio padre di origini siciliane, sono un ragazzo alto, e di un biodo scuro, insomma me la cavo, mamma mi porto all’aeroporto, ero diretto a Francoforte, ci sarebbe stata nonna, all’uscita, al mio arrivo, era li, che si sbracciava, per attirare, la mia attenzione, lei non passava, inosservata, molti occhi la seguivano, aveva, un andatura, da gazzella, lo sguardo di una pantera, mamma mi raccontava, che da giovane, aveva partecipato a missi, Germania, non aveva vinto, era arrivata, tra le prime cinque, si erano aperte, le porte, per lavorare nella pubblicità, per amore, del suo ragazzo aveva rifiutato, quel ragazzo,  divento mio nonno, Sempre a detto di mamma, al piccolo paese, come si sparse, la voce, Che era libera, gli uomini, liberi, iniziarono, a ronzare, come i mosconi, lei se la rideva, desidera restare sola, che lavare le mutande, a qualche stronzo. Gli feci il segno, che l’avevo vista, mi venne incontro sorridendo, ci abbracciamo, lei ci mise, molto entusiasmo, baci, e le solite frasi di circostanza. Sei un diventato, un bellissimo giovanotto, farai perdere, la testa, a moltissime ragazze, del villaggio. Dimenticavo di dire, parlo il tedesco perfettamente, mamma, dal giorno che sono nato, mi a fatto da maestra, nonna non esagerare, sono un ragazzo come tanti, e poi se devo far perdere, la testa a una ragazza, mi devo dedicare a te. A me?, che centro io, sono lusingata, non sono più una ragazza, andiamo, a casa, ti o preparato un buon pranzetto, solo non ci sono spaghetti. Durante il percorso, mille domande, in verità erano senza senso, il mio sguardo era attratto, dalle sue gambe, il piccolo villaggio, mi era sempre attratto, si conoscevano tutti, erano cordiali, io nipote unico, cera una stanza, per me, era come essere a casa, mi lascio solo, mi disse di raggiungerla, riscaldava, il pranzo, la raggiunsi, era ai fornelli, la baciai sulla guancia, sono un ragazzo fortunato, o la nonna più bella del mondo, si giro verso di me, forse voleva dire qualcosa,ero rimasto con la bocca, sulla guancia girandosi, venne che ci trovammo bocca, a bocca, mi fermai, e pure lei, si blocco, provai a passargli la punta, della lingua, tra le labbra, non si mosse, pensai e inattesa, di qualcosa di più, forzai la lingua, entrare, nella sua bocca, non si oppose, apri la bocca, accolse la lingua, me la strinsi, e lei ricambio la stretta, ebbe inizio un bacio stupendo, la sua bocca sapeva, di buono, giocavamo con le lingue, assaporavo il gusto della sua saliva, scesi con la mano sino al culo, glie lo accarezzai, per tutta la sua rotondità,  sollevai il vestito, fu una sensazione bellissima sentire il calore, della sua carne, mi respinse. Mio dio cosa abbiamo fatto, come una stupida mi sono lasciata andare, che penserai di questa vecchia nonna. Penso due cose, la Prima che sei  bellissima, e sono anni che lo desideravo, e poi e stato Stupendo baciarti, non gli diedi il tempo di obbiettare, che gli misi di nuovo la lingua in bocca, si lascio andare, la mano, dal culo, la spostai davanti, la misi nella mutandina, iniziai a stuzzicare, il clitoride, amore, andiamo di la, in camera da letto. No, non posso scusami, come o fatto dimentichiamo, e stato bello finiamola qua, siediti che pranzo si raffredda, forse sbagliai, troppa fretta, pranzammo, lei si comporto come non era accaduto nulla, io mangiavo il fretta, desideravo andare, al bagno, per spararmi una sega, ero troppo su di giri, come fini, mi recai al bagno, chiusi gli occhi, cercando di ricordare, tutto i particolari, mi sparai una sega,la sentivo, parlare con una sua amica, andai fuori, nel piccolo giardino, lei mi raggiunse. Vuoi venire come, vado a casa di una amica, a prendere, un the, vieni lo so non sarà divertente, ci sono due ragazze, le puoi conoscere. Dissi di si, non mi andava, tanto, e lei se ne rese conto. Che ai ci sei rimasto male, che o detto basta, non possiamo dimenticare, chi siamo. Se e per questo ci sei a ricordarmelo, io ti o sempre desiderato, forse non ti sei mai reso conto, che ti spiavo cercavo di toccarti. Credi che io sia una stupida, cercavo, di non badarci, e di non dare, peso, tutti i ragazzi, spiano, le donne, io quando potevo ti accontentavo, quando, mi era possibile, aprivo le gambe, e tu mi guardavi tra le cosce, era un gioco erotico, malizioso, era un gioco. Mentre parlava, sorrideva, mi feci coraggio, nonna, mi togli, un desiderio. Dimmi se posso. Prima ti o toccato, la figa, desidero vederla. No che mi chiedi, ti prego, no. Sono io a pregarti ti prego, obbiettava, nel rifiutare, diventava sempre più debole, mi inginocchiai davanti a lei, iniziai a sollevarle il vestito. Ti prego non farmi arrabbiare, non voglio o vergogna. E di che sei bellissima, sollevai il vestito sino a scoprirle, le mutandine, le abbassai, e la sua figa, bionda, mi apparve, come un miraggio, stupenda, quel ciuffo biondo, rapido, poggiai la bocca sopra, si scosto di scatto. Questo, no, e già tanto quello che o concesso. Non risposi, pensai che, veramente, era tanto, di sicuro, cederà, devo avere pazienza, poco dopo, uscimmo, l’amica, era poco distante, al nostro arrivo, nonna mi presento, il mio nipote italiano, sorrise, lei chiamo le figlie, due ragazze, belle, non erano chi sa quale bellezze,mi invitarono nella loro stanza, erano due gemelle, si inizio a parlare di varie cose, una di loro, Ivon, mi chiese a bruciapelo, vuoi scopare, anche se tu sei metà tedesco, l’altra e Italiana, e quelli hanno sempre voglia, di scopare, non come i nostri, a riempirsi di birra, e scopano poco, ti va. Certo che mi va, dove qua, e con una. Noi siamo gemelle, facciamo tutto insieme, se tu sei d’accordo, andiamo sulla stalla, ce della paglia fresca, e stiamo, al sicuro, da occhi indiscreti, andiamo, ci servono i preservativi, ce li ai. No ne o mi dispiace. Li abbiamo noi, ai nostri,  li avvisiamo, andiamo a fare un giro. Uscimmo, gridarono alla loro mamma che facevamo un giro. Scusa, non ce nessuno che lavora. Di solito e mio padre, oggi e andato, in città, tornerà, tardi, noi dobbiamo dare il foraggio, e mungere le mucche. Andiamo. Mi portarono alle stalle, salimmo sopra, come avevano detto, era piena tra fieno, e paglia,,mi trovai con la lingua in bocca, senza che, mi rendessi conto, l’altra, mi sbottono, i pantaloni li tiro giù, prese il cazzo, lo lecco, per un po’ tutto in torno alla cappella, poi lo prese, in bocca, anche l’altra, mi lascio,  tolse il cazzo alla sorella, lo prese in bocca, pensai sto sognando, queste cose, succedono solo, al cinema, non e vero, si scambiavano il cazzo, come era un gelato, duro per un po’, mi lasciarono, e mi misero, il preservativo. Stenditi, ti cavalchiamo, noi, ce la fai a farne due, se no ci diamo il cambio, mi raccomando, non sborrare, subito, se no guasti, tutto. Non lo so siete troppo arrapante, ce la metterò tutta, per resistere,non mi risposero, mi distesi, e una di loro, si mise, a cavalcioni, l’altra, impugno il cazzo e lo guido, e disse, dai troia, impalati su questo cazzo, e dal momento che ai visto la sua foto, che, te lo volevi scopare, adesso, Sali e scendi goditi questo, bel cazzo, abbassati un po’, che ti metto un dito in culo, che ti piace troietta,si chino verso di me, in quella posizione, Era difficile, fare, il movimento di Sali e scendi, la presi per i fianchi, chiavavo da sotto, la sorella, gli mise un dito nel culo, e lei inizio a gemere di piacere. Che bello sorellina, mi sento piena, vai più forte con il dito, mi sento penetrata, da per tutto. Si va bene, sbrigati a godere, che lo voglio provare, io. Un attimo sorella, e troppo bello, essere chiavata, dai tu chiavami più forte, ecco cosi godoo. Si rilasso, la sorella la tolse, e s’impalo lei, cercavo di ritardare, a sborrare, come si impalo, sborrai, lei inizio a salire e scendere, e si ripete la stessa cosa, lei sul cazzo, e la sorella che gli pompava, il culo con il le dite nel culo, credo che era cosi arrapata, grido, che godeva, ci rimettemmo a posto. Bello italiano ti piaciuto farti le gemelle?, se si ci vediamo domani, di sera, quando papa, a finito il lavoro. Vediamo se nonna non a progetti, ci vediamo, sia chiaro che al prossimo, incontro, sarò io a dirigere il gioco. Devi fare il maschilista, ci sta bene. Tornammo a casa loro, nonna mi guardo, e mostrava, nervosismo, non ci badai, poco dopo tonammo a casa, feci la doccia, chiamai mamma, con skype, le solite frasi, parlo la nonna, dopo, nonna pensavo di fare un giro, pensavo di andare a Francoforte. Se vuoi, vacci pure, pensavo che eri,venuto per tenermi compagnia, non di correre alla cavallina. Non ti capisco, a cosa alludi, di uscire era un’idea, non mi va di vedere, la vostra tv. Come vuoi vedi li ci sono dei film in lingua Italiana, lo vedo anche io. Cerano dei film di vecchi, commedia all’italiana, trovai Malizia, mi ricordavo di avere visto un pezzo, era molto eccitante, e poi, la stupenda Laura Antonella, nonna sei pronta, o trovato un film. Arrivo prendo, del dolce, e un vino bianco, molto dolce, eccomi qua, fai partire la cassetta. Schiacciai, il paly, inizio il film, mi passo il dolce, un bicchiere di vino, era freddo, e leggermente frizzante, molto buono,il film ebbe inizio, nonna non capiva molto, cosi mi chiedeva, di tradurre, mi arrapai, molto, alla scena dove il ragazzo, gli toglie la mutandina sotto al tavolo, alla scena, dove lei gli apre il pigiama, guardai lei e credo che Si era eccitata, anche lei, il film fini, mi diede la buona notte, si ritiro In camera sua, persi un po’ di tempo, mi ritirai, nella mia camera, disteso sul letto al buio, pensavo, a nonna di la nel suo lettone, inutile dire,che avevo il cazzo cosi duro da dolermi, mi alzai andai vicino alla sua camera, ero indeciso, cosa fare, entrai, la camera era al buio, entrai, in silenzio, sollevai le coperte, mi sotto, la coperta, mi avvicinai a lei, credendo che, dormiva, lei, mi abbraccio. Caro ero in’attesa, ero sicura, che venivi, baciami mio giovane amore. Inizio un bacio, all’inizio, delicato, poi divento sesso, le nostre mani non trovavano, un punto in cui fermarsi, si tolse, la corta camicia da notte, resto, nuda, io avevo solo i box. Amore, vienimi sopra, scopami, e tutto il giorno che ti desidero sentirti dentro, di me. Entrai in lei, si strinse, forte, invocandola di chiavarla, fu una chiavata, stupenda, delicata, senza fretta, di raggiungere, l’orgasmo, senza concordarlo, gridammo, insieme, l’esplosione del nostro piacere. Mi fermai un mese, anche se mi dispiaceva, dovevo fare ritorno a casa, era stata una vacanza, indimenticabile, mi promise, appena poteva, veniva lei.


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